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AGCOM chiede sanzioni più elevate per le Telco

Si torna a parlare della spiacevole questione riguardante la fatturazione a 28 giorni introdotta da alcuni operatori telefonici nella Penisola; quest'ultima è stata introdotta con l'intenzione di abbandonare il precedente modello di fatturazione su base mensile, ma rappresenta un aggravio per le tasche degli utenti così costretti a pagare di fatto 13 mensilità annuali.

AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) è intervenuta contro questa iniziativa chiedendo un ritorno al sistema di fatturazione tradizionale ed erogando delle sanzioni contro i provider coinvolti. Le normative in merito prevedono però un tetto massimo per le multe, attestandosi su una cifra pari a un milione e 160 mila euro più che gestibile per le casse di una Telco.

Il Governo ha promesso di impegnarsi per venire incontro alle preoccupazioni del Garante, ma per il momento l'intera vicenda risulta bloccata in attesa del pronunciamento dei giudici del TAR presso i quali gli operatori hanno presentato ricorso contro AGCOM. A parere dell'Authority l'ineguatezza delle sanzioni starebbe rappresentando un ostacolo alla regolazione del mercato.

A questo punto la palla passa in mano al Parlamento che dovrà decide sull'opportunità o meno di prevedere multe più salate, considerati i tempi dell'azione legislativa e il fatto che le prossime elezioni nazionali sono sempre più vicine, si svolgeranno probabilmente in marzo, è comunque difficile pensare che le istanze di AGCOM possano essere accolte in breve tempo.

Si tenga conto che l'obbiettivo del Garante non è in questo momento quello di abbassare i prezzi dei piani tariffari, ma quello di garantire una maggiore trasparenza per i consumatori. Un eventuale ritorno alla fatturazione mensile potrebbe quindi non tradursi automaticamente in un risparmio sui costi di telefonia.

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