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Apple: la colpa dei dispositivi "rapiti" è degli utenti

Nelle scorse ore ha suscitato grande preoccupazione la notizia che un cracker australiano sia riuscito a bloccare da remoto numerosi dispositivi mobili della Casa di Cupertino al fine di richiedere un "riscatto" pari a 100 dollari/euro da versare tramite PayPal.

Dato che l'attacco sarebbe stato condotto tramite la violazione di account iCloud e l'utilizzo delle funzionalità per la geolocalizzazione di iOS, in molti avrebbero puntato il dito contro i sistemi di sicurezza della Apple ritenendola responsabile di quanto accaduto.

La pronta risposta di Tim Cook e soci sarebbe stata tutto meno che accomodante nei confronti dei propri clienti, respingendo ogni addebito l'azienda avrebbe affermato che se un utente si fa sottrarre la propria password, quest'ultimo non potrebbe dare la colpa di ciò al produttore.

Intanto, pare che "Oleg Pliss", questo il nome dell'attaccante, non abbia intascato neanche un centesimo in seguito alla sua incursione nei device della Mela Morsicata, infatti, secondo quanto affermato da PayPal, alla sua email non corrisponderebbe alcun conto; che si sia trattato di una semplice azione dimostrativa?

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