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Arrestato per colpa del traduttore di Facebook

Sarebbe bastato un "Buongiorno" pubblicato su Facebook a determinare l'arresto di un cittadino palestinese ad opera delle forze dell'ordine israeliane; alla base dell'accaduto dovrebbe esserci stato un errore del sistema di traduzione adottato dal Sito in Blue che avrebbe interpretato il saluto con il significato di "Colpiscili".

La parola in questione è "yusbihuhum", un termine del tutto innocente che però avrebbe avrebbe attirato l'attenzione della polizia anche per via del fatto di essere stato associato alla fotografia di un bulldozer. Pare infatti che l'immagine di questo mezzo venga spesso utilizzata sui social network per annunciare degli attacchi terroristici.

In questo caso però si sarebbe trattato di un gigantesco equivoco, dietro al post non vi era alcuna intenzione malevola, soltanto la voglia di inviare un augurio ai propri contatti. Fortunatamente per l'utente coinvolto la vicenda sarebbe stata chiarita in breve tempo e, una volta spiegato il vero significato della parola pubblicata, l'autore sarebbe tornato in libertà.

I portavoce di Menlo Park avrebbero già provveduto ad esprimere le proprie scuse per quanto successo, assicurando nel contempo che l'azienda starebbe investendo tempo e risorse ingenti per migliorare costantemente il proprio sistema di traduzione, un meccanismo completamente automatico che difficilmente potrebbe essere gestito manualmente.

Necip Fazil Ayan, uno dei componenti del team che si occupa di implementare questo algoritmo basato sull'Intelligenza Artificiale, avrebbe sottolineato che esso elabora quotidianamente non meno di 4.5 miliardi di traduzioni. Nella maggior parte dei casi esse non darebbero origine ad ambiguità, ma il sistema sarebbe ancora lontano dallo scongiurare gli errori.

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