• RSSFeed RSS
  • CommentiScrivi un commento
  • Stress da connessione lenta
  • Samsung Galaxy S8+ da 6.2 pollici?

Assistente virtuale sì, ma "donna"

Non è un caso che gli assistenti virtuali intelligenti in dotazione sulla maggior parte dei dispositivi mobili abbiano una voce femminile, gli utenti, sia uomini che donne, preferirebbero infatti dialogare con quest'ultima che con la sua alternativa maschile. Lo dimostrerebbe una recente rilevazione svolta dai ricercatori della Indiana University.

Indipendentemente dal fatto che utilizzino Siri, Alexa, Google Assistant o Cortana, gli utenti sembrerebbero trovarsi molto più a loro agio nell'interagire con voci femminili, considerate più rassicuranti e accoglienti anche se vengono prodotte da un sistema di sintesi collegato ad una piattaforma gestita da tecnologie per l'Intelligenza Artificiale.

A favore delle voci maschili, ma soltanto per quanto riguarda alcuni ambiti specifici, vi sarebbe un altro studio, questa volta della Stanford University; gli utenti preferirebbero interagire con esse quando si tratta di ricevere informazioni, assistenza o tutoraggio relativamente a materie di carattere informatico.

Preferite le voci femminili quando l'argomento trattato riguarda le relazioni interpersonali, in particolare quelle sentimentali, mentre (dato di per sé abbastanza curioso), uomini e donne mostrerebbero di privilegiare l'interazione con voci maschili quando si effettuano operazioni come per esempio ordinare una pizza da consegnare a domicilio.

Da segnalare che tra tutti gli assistenti virtuali più aggiornati, soltanto quello della Casa di Cupertino, cioè Siri, consente di modificare il genere dell'assistente in maschile, mentre tutti gli altri (Alexa di Amazon, Google Assistant sui dispositivi Pixel e Cortana di Redmond) prevedono unicamente una voce femminile.

Commenti
  • Segui Touchblog.it
Correlate