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Carta d'identità elettronica: 350 mila chip sono difettosi

Il presidente dell'Anci Antonio Decaro avrebbe denunciato l'esistenza di ben 350 mila chip diffettosi nelle carte d'identità elettroniche attualmente circolanti nel nostro Paese, questa problematica sarebbe stata poi ammessa dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che, però, avrebbe provveduto nel contempo a minimizzarne i rischi.

Stando a quanto rivelato dall'ente controllato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, i documenti elettronici difettosi sarebbero stati emessi in un periodo compreso tra l'ottobre del 2017 e il febbraio dell'anno corrente. A determinarne la non totale conformità dovrebbe essere la mancata momerizzazione di alcuni dati in un'area secondaria del microprocessore in dotazione.

L'esistenza di un problema non si tradurrebbe però in un potenziale fastidio per l'utilizzatore, questo perché le informazioni associate alla carta d'identità digitale (in particolare i dati personali, la foto, l'impronta e la firma digitale del Ministero dell'Interno) rimarrebbero comuque disponibili per l'identificazione in Patria o alla frontiera.

Dalla porzione di memoria alla base del difetto sarebbero invece assenti dei dati non essenziali per il riconoscimento del titolare, come per esempio la data di scadenza della Carta d'identità. Nel caso di questi ultimi si tratterebbe comunque di informazioni riportate "fisicamente" nella sezione frontale del documento e quindi disponibili.

Il Poligrafico avrebbe già progettato di dar vita ad un piano di sostituzione che dovrebbe avere luogo nel corso dei prossimi 12 mesi. Un'iniziativa necessaria che però avrà sicuramente un costo importante per le tasche dei contribuenti, si calcola infatti che la spesa da sostenere potrebbe non essere inferiore ai 50 milioni di euro.

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