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Come funziona la tassa su AirBnB

In un video recentemente pubblicato su YouTube l'Agenzia delle Entrate ha spiegato il funzionamento della cosiddetta "tassa su Airbnb", cioè l'imposta al 21% che il Governo ha stabilito per regolamentare le piattaforme che propongono affitti di breve durata o altre forme di contratto basate sulla locazione temporanea.

E' necessario sottolineare innanzittutto che questo nuovo sistema di tassazione è previsto soltanto nel caso in cui un contratto di affitto venga stipulato per una durata non superiore ai 30 giorni. Ciò è quanto previsto dal decreto legge n. 50/2017 che è stato poi convertito con alcune modifiche rispetto all'impianto iniziale dalla L. 21 giugno 2017, n. 96.

E' poi importante considerare il fatto che le locazioni brevi possono essere stipulate tra utenti finali e intermediari, come per esempio la stessa Airbnb, così come anche tra persone che operano al di fuori dell'attività di impresa. Per tali soggetti vale l'applicazione dell'imposta al 21% in regime di cedolare secca sostitutiva della tassazione ordinaria sul reddito derivante.

Gli intermediari avranno l'obbligo di comunicare le informazioni relative ai contratti stipulati a partire dal primo giugno 2017 in poi, tali dati dovranno essere completi di nome, cognome e codice fiscale del locatore, durata del contratto, ammontare del corrispettivo lordo e indirizzo dell'immobile soggetto a locazione.

L'attuale attività di informazione riguardante queste novità verrà integrata tramite appositi corsi di formazione per il personale e gli operatori che l'Agenzia delle Entrate terrà nelle sue 105 sedi presenti sul territorio nazionale. Chi volesse ricevere nell'immediato dei chiarimenti a riguardo potrà rivolgersi alla pagina Facebook dell'ente.

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