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La dipendenza da videogiochi diventa una patologia

Quello dei videogames rappresenta un mercato particolarmente florido che soltanto nel corso del 2017 avrebbe prodotto un giro d'affari pari a 116 miliardi di dollari grazie ad una crescita del 10.7% rispetto all'anno precedente. Al di là dei profitti vi è però un'aspetto che se non controllato potrebbe assumere dimensioni preoccupanti, quello della dipendenza.

A sottolineare l'importanza della problematica è stata di recente l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che nel suo ultimo rapporto sulle nuove patologie ha inserito anche la Videogames Addiction. Nello specifico essa sarebbe stata classificata con la definizione di "gaming disorder", in Italiano disturbo da videogiochi.

Il "gaming disorder" sarebbe stato inserito nella medesima categoria a cui appartengono i disturbi correlati al giochi d'azzardo, per cui si parlerebbe di una vera e propria ludopatia. Per molti aspetti i sintomi di queste dipendenze sarebbero infatti gli stessi, a partire dal privilegiare le sessioni di gioco rispetto a gran parte delle altre attività quotidiane.

Un soggetto affetto da "gaming disorder" manifesterebbe una chiara alterazione delle proprie priorità, dedicando una quantità di tempo palesemente eccessiva ai videogiochi. A ciò si aggiungerebbe la percezione di agire nonostante le proprie abitudini possano avere delle conseguenze negative per la propria vita sociale nonché per la propria salute fisica e psicologica.

Stando alle specifiche diramate dall'OMS, perché una persona possa essere definita come dipendente dai videogiochi dovrebbe mostrare i sintomi descritti per un periodo di non meno di 12 mesi. L'organizzazione avrebbe comunque tenuto a precisare che fino ad ora la quantità di casi nei quali è stato riscontranto un reale disturbo patologico sarebbe molto contenuta.

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