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DVB-T2: appuntamento fissato per il 2022

L'utenza italiana avrà 5 anni di tempo per adeguarsi alle nuove specifiche del Digitale Terrestre che diventeranno un standard entro il 2022; ciò è quanto previsto dall'attuale manovra all'esame del Senato e viene riassunto nelle disposizioni contenute all'interno della Legge di Bilancio 2018 per la fruizione futura dei canali televisivi.

Parliamo nello specifico del cosiddetto DVB-T2 che non viene introdotto per iniziativa diretta dei nostri parlamentari, questi ultimi infatti hanno accolto una direttiva specifica della Commissione europea che dovrà essere rispettata da tutti i Paesi dell'Unione entro il 2020; è comunque prevista una proroga al 2022 che molto probabilmente verrà ampiamente applicata.

La migrazione al DVB-T2 permetterà di liberare le frequenze della "banda 700", cioè quelle comprese tra i 694 e i 790 MHz; in questo modo sarà possibile assegnarle alle telecomunicazioni mobili in 4G e 5G. Tale esigenza nasce dal fatto che le frequenze su banda 700 penetrano negli immobili con maggiore facilità rispetto a quelle con lunghezza d'onda più corta.

Il DVB-T2 permetterà inoltre di garantire un rendering audio/video di livello più elevato se confontato con quello dello standard odierno, a ciò si aggiunga che in Italia la sua adozione avverrà contestualmente a quella del codec HEVC (High Efficiency Video Coding) con risoluzione fino a 8192×4320 px, una soluzione più avanzata rispetto all'MPEG2/MPEG4 oggi utilizzato.

Così come avvenuto per il passaggio dal sistema analogico a quello digitale, per poter usifruire del DVB-T2 sarà necessario acquistare un decoder compatibile. Nel caso in cui si voglia acquistare un televisore nuovo sarà opportuno verificare che esso supporti sia lo standard DVB-T2 che la codifica H265/HEVC.

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