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Facebook: la differenza tra "contatti" e "amici"

L'antropologo Robin Dunbar, professore di psicologia pre l'Università di Oxford, è noto per la sua teoria secondo la quale per ognuno di noi non è possibile gestire relazioni con un numero superiore a 150 persone; si tratta di una tesi particolarmente attuale nell'era del social neworking che verrebbe confortata da una più recente rilevazione dello stesso studioso.

In sostanza questa volta Dunbar si sarebbe chiesto: quanti sono i veri "amici" che un iscritto ha su Facebook e quanti, invece, sono soltanto dei "contatti"? Per rispondere a questo quesito il professore avrebbe fatto leva su un semplice elemento emotivo riassumibile tramite il vecchio detto "i veri amici si riconoscono nel momento del bisogno".

La ricerca sarebbe stata condotta su un campione composto da 3.400 utenti del Sito in Blue con una media di 155.2 contatti per ciascuno; i risultati ottenuti avrebbero evidenziato come, nel caso in cui dovessero verificarsi delle problematiche gravi, gli amici capaci di fornire il necessario sostegno sarebbero soltanto 4.1.

Più elevato il numero di coloro che si limiterebbero ad esprimere un certo grado di partecipazione o semplice simpatia per la persona coinvoltà, 13.6, comunque meno del 10% rispetto alla quantità di contatti media precedentemente indicata; a tale dato contribuirebbe il fatto che il vero obbiettivo di Facebook sembrerebbe essere più la cura delle identità virtuali che la socializzazione.

Le conclusioni di Dunbar in proposito sarebbero abbastanza semplici, se non addirittura banali: lo stabilirsi di un "contatto", i "Mi piace" così come la condivisione di risorse non andrebbero interpretati come dei segni di amicizia tra diversi soggetti e non rappresenterebbero dei segnali riguardanti la sua maturazione.

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