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Facebook: non abbiamo favorito l'elezione di Trump

Se ancora non ve ne foste accorti, sappiate che Donald Trump è diventato il 45° Presidente degli Stati Uniti d'America; la vittoria del miliardario newyorkese contro Hillary Clinton sarebbe arrivata nonostante la stampa statunitense fosse praticamente tutta dalla parte di quest'ultima, così non pochi hanno indicato nei social network l'arma segreta del candidato repubblicano.

Di male in peggio, perché tra i più acerrimi avversari del tycoon vi erano proprio le compagnie della Silicon Valley e in particolare alcuni giganti del Web tra cui Facebook; ecco perché Mark Zuckerberg avrebbe deciso di intervenire personalmente nella questione rigettando ogni accusa di aver favorito involontariamente il risultato di Trump.

Nello specifico al Sito in Blue sarebbe stata imputata la responsabilità di non aver impedito la circolazione di alcune false notizie appositamente confezionate per semplificare la campagna elettorale di Trump rendendolo, paradossalmente, più credibile. Commentando tali accuse Zuckerberg le avrebbe definite senza mezzi termini delle follie.

Gli analisti che ora puntano il dito contro Facebook sarebbero in buona parte gli stessi che hanno sbagliato tutte le previsioni della vigilia, quindi il fondatore del social network ha avuto buon gioco nel sostenere che indicare la sua piattaforma come responsabile significa non aver capito il messaggio lanciato dagli Americani con la loro preferenza per Trump.

Sempre per rimanere nell'ambito del paradosso, si ricordi che lo staff di Facebook che si occupava di controllare le "trending stories" sarebbe stato licenziato e sostituito con un algoritmo proprio in seguito a delle accuse che volevano il Sito in Blue pubblicare contenuti eccessivamente favorevoli alla candidatura di Hillary Clinton.

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