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Gates critica Apple per il mancato sblocco dell'iPhone

La richiesta da parte delle autorità giudiziare statunitensi di sbloccare il sistema di cifratura dei dati utilizzato per l'iPhone è stata rifiutata dalla Apple, ragione per cui l'azienda sarebbe stata accusata di non voler collaborare nelle indagini riguardanti la strage di San Bernardino, atto criminale di matrice terroristica, avvenuta il 2 dicembre scorso.

I parenti delle vittime potrebbero presto decidere per un'azione legale contro la Casa di Cupertino in modo da costringerla ad un cambio di fronte, a tal proposito i loro legali sarebbero già al lavoro, ma il gruppo capitanto da Tim Cook sarebbe stato recentemente criticato anche da un personaggio molto noto del panorama high tech: Bill Gates, fondatore della Microsoft.

Gates si sarebbe definito contrario alla presa di posizione dei vertici della Mela Morsicata perché, a suo parere, nel caso specifico ad essere in discussione non dovrebbe essere l'intero ecosistema iOS e le sua contromisure per la protezione della privacy, ma i soli dispositivi delle persone imputate per aver eseguito materialmente la strage.

L'ex CEO di Redmond avrebbe poi sottolineato la sua contrarietà all'eventuale introduzione di una backdoor "di stato" su tutti i device mobili, soluzione ipotizzata dal direttore dell'FBI Jim Comey; ciò nonostante egli avrebbe invitato Apple ad una maggiore apertura nel caso in cui l'accesso ai dati divenga necessario per la guerra al terrore.

Raramente l'opinione pubblica americana sarebbe stata così divisa relativamente ad un tema riguardante la sicurezza, secondo un sondaggio condotto negli scorsi giorni il 51% degli intervistati non appoggierebbe la scelta di Cupertino, ma il restante 49%, praticamente l'altra metà della popolazione, si guarderebbe bene da condannarne la risolutezza.

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