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Hollywood: contenuti piratati su Google Drive

Alcuni studi cinematografici hollywoodiani avrebbero accusato il sevizio Google Drive per lo storage online di ospitare ospitare contenuti piratati; chiaramente a Big G non sarebbe stato contestato di favorire la circolazione illecita di materiale coperto da copyright, ma di non operare un controllo sufficiente sulle risorse caricate nella sua piattaforma.

A confermare quanto detto vi sarebbero circa 5 mila richieste per la cancellazione di file (non soltanto video ma anche brani audio e software) pervenute a Mountain View nel corso dell'ultimo mese. A facilitare il lavoro dei "pirati" vi sarebbe anche il fatto che GDrive offre gratuitamente i primi 15 GB di spazio per l'archiviazione.

Ad essere caricati indebitamente sul servizio sarebbero in particolare contenuti prodotti negli Stati Uniti, lo dimostrerebbe il fatto che la maggior parte delle violazioni contestate sarebbero state effettuate a danno del DMCA (Digital Millennium Copyright Act) che è l'attuale normativa USA per la protezione sui diritti d'autore.

GDrive verrebbe utilizzato nello specifico come "piattaforma di passaggio" in vista della distribuzione, cioè prima del trasferimento dei file su portali "di settore", in altri casi esso verrebbe utilizzato per "parcheggiare" momentaneamente i contenuti precedentemente ospitati in siti Web chiusi per iniziativa delle autorità giudiziarie

Nonostante GDrive sia stato dotato di diversi filtri per evitare l'upload di file piratati, esso risulterebbe molto più utilizzato per la violazione del copyright rispetto alle varie piattaforme concorrenti; servizi come Dropbox e OneDrive sarebbero infatti interessati da un numero nettamente inferiore di richieste di concellazione.

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