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Iliad: analisi di un business model low cost

Da alcuni giorni il panorama italiano degli operatori di telecomunicazione si Ŕ arricchito di una nuova protagonista: Iliad, societÓ che ha il suo quartier generale in Francia e che ha deciso di aggredire il mercato nostrano con un'offerta dai costi estremamente contenuti. Viene per˛ da chiedersi se una strategia del genere possa garantire i necessari margini di profitto.

Partiamo dalla proposta formulata al debutto: 5.99 Euro al mese per minuti illimitati, SMS illimitati, 30GB di traffico in 4G+, minuti illimitati verso oltre 60 destinazioni, minuti ed SMS illimitatipi¨ 2 GB dedicati in Europa, servizi accessori (come per esempio la segreteria telefonica o l'avviso di chiamata) gratuiti senza costi nascosti.

Se un offerta del genere dovesse sembrarvi estremamente conveniente, pensate che quella di lancio sul mercato transalpino (nel 2011) prevedeva un costo di appena 2 euro al mese. E' chiaro per˛ che le tariffe ora introdotte per l'Italia non potranno essere garantite per tutti i 10 milioni di contratti che Iliad conta di attivare nella Penisola.

Le previsioni parlano di un costo di lancio calcolabile intorno al miliardo di euro, ad oggi infatti l'azienda lavora su frequenze rese disponibili dalla fusione tra Wind e Tre Italia ma entro il 2025 dovrÓ dotarsi di un'infratruttura propria per garantire la copertura. A ci˛ si aggiungano circa 4 miliardi di euro non incassati per la scelta di depurare le tariffe dal costo dei servizi aggiuntivi.

E' quindi probabile che attualmente Iliad abbia deciso di puntare innanzitutto sulla brand awareness, rendendo il proprio marchio riconoscibile fin da subito. In seguito le tariffe non potranno che aumentare, ma a quel punto anche la concorrenza sarÓ costretta a modulare i prezzi. Il gruppo avrebbe poi in progetto di aggredire il mercato aziendale con un giro d'afari previsto di almeno 7 miliardi di euro.

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