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Niente discriminazioni su AirBnB

Il colosso dell'ospitalità AirBnB basa il suo funzionamento sull'affidabilità dei propri utilizzatori, persone che mettono a disposizione abitazioni da sfruttare per dar vita ad un network basato sull'accoglienza. A questa dinamica partecipano ache gli ospiti con i loro comportamenti nelle strutture altrui, utenti che per i responsabili del progetto non dovrebbero essere mai oggetto di discriminazione.

Ecco quindi che la piattaforma avrebbe deciso di modificare i termini di utilizzo del servizio introducendo un'apposita clausola di non discriminazione che dovrà essere espressamente (e obbligatoriamente) accettata all'atto della sottoscrizione. La disponibilità dell'immobile offerto non potrà variare a seconda delle caratteristiche (razza, orientamento sessuale..) del potenziale ospite.

Non si tratta di una semplice clausola, ma di una vera e propria opzione da selezionare, pena l'esclusione. Tale impegno riguarderà anche le controparti, cioè coloro che sono alla ricerca di abitazioni tramite il network di AirBnB, questi ultimi infatti non potranno discriminare tra le offerte sulla base delle caratteristiche identitarie degli offerenti.

Le nuove policy sono in vigore a partire dalla giornata del primo novembre 2016, si tenga conto del fatto che la mancata accettazione verrà interpretata come intenzione di cancellarsi dalla piattaforma (che non avverrà comunque in automatico) per cui una volta certificato l'allontanamento di un utente dal network le sue prenotazioni verranno annullate.

Un utilizzatore che dovesse essere bannato da AirBnB per motivi legati alla discriminazione potrà eventualmente richiedere di rientrare nel circuito, ma sarà suo onere dimostrare di non aver agito in modo contrario alle norme interne. E' stato comunque specificato che la piattaforma definirà anche regole particolari tenendo conto delle legislazioni di alcuni Paesi per fare in modo che i propri utenti non vadano incontro ad eventuali violazioni.

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