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Nvidia: non siamo nel business delle criptovalute

L'affermazione delle cryptovalute come strumento finanziario ha creato un curioso effetto a carico del mercato delle GPU: queste ultime infatti vengono rischieste in quantitÓ sempre maggiori per supportare processi di crypto-mining, il sistema attraverso il quale vengono prodotte le monete virtuali all'interno delle crypto-farm.

Tale fenomeno si starebbe riflettendo negativamente sia sui prezzi che sulla disponibilitÓ delle schede video, problema al quale avrebbe fatto riferimento di recente il CEO di Nvidia, Jen-Hsun Huang, intenzionato a sottolineare come la sua azienda non sarebbe direttamente coinvolta nel business della valuta digitale.

Per rafforzare la sua posizione Huang avrebbe affermato inoltre che preferirebbe vedere le proprie GPU impiegate per altri scopi e in altri settori, come per esempio quello del videogaming che sarebbe attualmente in forte espansione anche grazie a tecnologie come quelle a supporto del ray tracing (la simulazione realistica della luce).

La richiesta di schede video per il crypto-mining starebbe per˛ portando ad un rapido esaurimento dei prodotti di fascia alta, con un conseguente aumento dei prezzi che starebbe colpendo in particolare i videogiocatori dotati di minori disponibilitÓ economiche. Una situazione che avrebbe portato il CEO di Invidia a definirsi "frustrato".

Insomma, l'idea che molti videogamer debbano stare lontani dalle GeForce desiderate non va proprio gi¨ al massimo vertice di Santa Clara. Contestualmente per˛ le vendite starebbero aumentando e, secondo alcuni analisti, la quota di componenti Nvidia destinate alla produzione di cryto-valuta potrebbe essere misurabile intorno al 10% sul totale.

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