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Il Parlamento vota contro le bollette a 28 giorni

Un emendamento al decreto legge fiscale redatto dal deputato Silvio Lai del PD è stato recentemente approvato ponendo fine alla cosiddetta "fatturazione a 28 giorni"; quest'ultima era stata introdotta da alcuni operatori telefonici e provider Pay TV portando di fatto il numero delle mensilità pagate annualmente dagli utenti da 12 a 13.

Stando così le cose gli operatori avranno 120 giorni di tempo a partire dalla conversione del decreto in Legge dello Stato per adeguarsi alla nuova normativa; ciò significa che vi dovrà essere obbligatoriamente un ritorno al precedente sistema di fatturazione mensile o basato su multipli delle scadenze mensili.

Da segnalare che quanto disposto dal decreto non riguarda i fornitori di gas ed energia per i quali esiste un regolamento separato emanato dall'apposita Autorità per l'Energia nazionale. Nello stesso modo non vengono ricomprese le promozioni non rinnovabili della durata inferiore al mese. AGCOM vigilerà sul comportamento degli operatori per il riscontro di eventuali violazioni.

Sono inoltre previsti degli indennizzi pari a 50 euro che dovranno essere erogati ai consumatori in caso di variazioni dello standard minimo della scadenza mensile da parte del proprio operatore di riferimento; a tale somma andrà poi a sommarsi un ulteriore indennizzo di 1 euro per ogni giorno di fatturazione non consentito dalla normativa.

Se da una parte alcuni carrier (come Vodafone e Fastweb) avrebbero già annunciato di voler tornare alla fatturazione mensile, dall'altra è bene chiarire che un abbandono della fatturazione a 28 giorni potrebbe non tradursi automaticamente in una diminuzione dei costi annuali. Nulla impedisce infatti agli operatori di aggiornare i propri listini.

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