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Starbucks e Project Wing divorziano sui droni

Starbucks, nota catena di caffetterie statunitense, avrebbe deciso di porre fine alla sua partnership commerciale con Project Wing, il progetto promosso da Alphabet, conglomerato finanziario che riunisce tutte le attività del network di Mountain View, per sperimentare la consegna veloce di merci attraverso l'utilizzo dei droni.

Per il momento non sarebbero disponibili conferme ufficiali riguardanti questa notizia, ma secondo alcune indiscrezioni Starbucks potrebbe essersi allontanata dall'iniziativa "consensualmente", cioè in seguito ad un'indicazione dei vertici di Alphabet probabilmente preoccupati che i costi legati ai test di Project Wing potessero diventare troppo elevati.

Le consegne via drone rappresentano di certo una sfida particolarmente innovativa, anche perché altre aziende come Amazon starebbero investendo tempo e risorse su sperimentazioni simili, ma Project Wing rimane comunque un progetto collaterale alle attività che costituiscono realmente il core business di Big G e delle sue sussidiarie.

Gli ostacoli al successo di Project Wing sono diversi e tra di essi non vi sarebbe soltanto una sostenibilità economica ancora tutta da dimostrare, ma anche una legislazione in tema di aviazione civile che la FAA (Federal Aviation Administration) si starebbe dimostrando estremamente cauta a modificare per lasciare spazio ai droni commerciali.

Alphabet non sarebbe comunque l'unica compagnia a dover gestire questo tipo di problematiche, anche la già citata società di Jeff Bezos avrebbe incontrato delle difficoltà nell'adattare il progetto Prime Air alle normative che regolano il volo in ambito urbano, senza contare alcuni inciampi di carattere tecnico che potrebbero rendere i droni meno performanti nelle consegne veloci.

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