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Stop alle penali per cambio operatore

Nei giorni scorsi l'AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha voluto ribadire il divieto di applicare penali nel caso in cui gli utenti decidano di cambiare operatore come conseguenza della rimodulazione di un contratto; nello stesso modo i provider dovranno essere molto più trasparenti nell'informare i clienti sui rincari conseguenti alle modifiche contrattuali.

Nel caso specifico il commissario Antonio Nicita avrebbe preso spunto dalle rimodulazioni operate da TIM e Fastweb per le forniture collegate alla rete fissa, modifiche atte ad introdurre un periodo di fatturazione della durata di 28 giorni e non più basato sulle scadenze mensili. La disciplina attuale andrebbe quindi applicata a qualsaisi contratto, fisso o mobile, senza alcuna distinzione per quanto riguarda il provider di riferimento.

L'intervento dell'AGCOM arriva in un momento cruciale per il settore della telefonia, non pochi consumatori avranno infatti notato che in questo periodo gli operatori stanno applicando diverse modifiche unilaterali ai proprio contratti e i rischi per gli utenti potrebbero essere quelli di non capirne gli effetti sulle tariffe e di non conoscere gli strumenti a loro tutela.

Da segnalare che a favore dell'utenza non vi è soltanto la possibilità di migrare verso altro provider senza costi aggiuntivi, questo perché l'Agenzia avrebbe escluso che gli operatori possano richiedere il rimborso di eventuali costi di promozione. Rimane invece in piedi l'obbilgo di completare il pagamento rateale dei dispositivi forniti in seno alle promozioni.

L'AGCOM si è quindi sentita in dovere di portare chiarezza dopo le non poche polemiche suscitate dalle rimodulazioni in fase di fatturazione, a tal proposito basti pensare che il passaggio dall'intervallo su base mensile a quello di 28 giorni potrebbe comportare per gli utenti un rincaro pari a circa l'8.6% in più rispetto al passato.

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