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Tim Cook sostiene i Dreamers contro Trump

Tim Cook, amministratore delegato della Casa di Cupertino, ha deciso di prendere posizione contro la decisione dell'amministrazione Trump di terminare il cosiddetto programma DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals). Quest'ultimo era stato fortemente voluto dalla precedente presidenza Obama e si tratta sostanzialmente di una formula per semplificare l'accesso alla cittadinanza.

In pratica il DACA prevede una serie di facilitazioni dedicate ai figli degli immigrati irregolari che desiderano diventare cittadini statunitensi, attualmente esse interesserebbero circa 800 mila persone sparse in tutto il territorio degli Stati Uniti che hanno ricevuto un'educazione scolastica negli USA e ne condividono i valori costituzionali.

Grazie al DECA, e nonostante l'irregolarità della propria posizione, era possibile garantirsi la permanenza nello stato ospitante tramite il rispetto delle leggi, il pagamento regolare delle tasse e il versamento dei contributi previdenziali. Ora, dopo l'iniziativa di Washington, tutti coloro che erano "protetti" da questa normativa potrebbero essere rimpatriati.

La situazione dovrà essere risolta a livello legislativo entro i prossimi 6 mesi, una scadenza che preoccupa anche Tim Cook perché tra i tanti "Dreamers" oggi residenti negli Stati Uniti vi sarebbero circa 250 impiegati di Apple. Lo stesso problema riguarderebbe diverse altre aziende dell'High Tech nonché migliaia di lavoratori.

Il massimo dirigente della Mela Morsicata avrebbe già assicurato che i collaboratori coinvolti riceveranno la massima assistenza possibile, anche a livello legale. Dalla sua parte si sarebbero già schierati altri top manager fortemente contrari all'abolizione del DECA come per esempio Jeff Bezos e Satya Nadella.

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